Di Pietro Antonio

Magistrato. Ha ottenuto la laurea in giurisprudenza nel 1978 e, dopo diversi lavori, è entrato in magistratura nel 1982. Dapprima sostituto procuratore a Bergamo, nel 1985 si è trasferito a Milano dove si è specializzato in reati amministrativi. Ha svolto indagini rivolte in particolare alla corruzione dando l'avvio all'inchiesta 'Mani pulite', che ha coinvolto tutto il sistema partitico italiano. È diventato in questo modo il simbolo delle aspettative di giustizia di tutto il paese, figura rappresentativa di tutto il pool di magistrati operanti nell'inchiesta. Ciò lo ha reso bersaglio di numerosi attacchi alla magistratura da parte di rappresentanti politici; nel contempo è stato più volte segnalato per incarichi politici, rischiando di essere strumentalizzato da più versanti politici. Esasperato da tale situazione, nel 1994 ha presentato le sue dimissioni dalla magistratura. Lasciata l'inchiesta su 'tangentopoli', è stato consulente per il processo sulla strage di Bologna e nel 1995 ha definitivamente concluso la sua carriera di magistrato. Nello stesso anno si è proposto come giornalista, garante del nuovo quotidiano Il Telegiornale, a fianco dell'insegnamento, già intrapreso l'anno precedente.

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